Per calcolare la pensione di un lavoratore dipendente iscritto all’A.G.O. (l’Assicurazione generale obbligatoria gestita dall’INPS) è sufficiente essere a conoscenza di due dati relativi al lavoratore stesso: la retribuzione pensionabile e l’anzianità contributiva.
La retribuzione annua pensionabile è data dalla media delle retribuzioni percepite dal soggetto nel periodo di riferimento indicato dalla legge per il calcolo della pensione. Tale periodo di riferimento può variare dagli ultimi 5 anni di vita lavorativa per i soggetti più vicini alla pensione fino a comprendere tutta la vita lavorativa per i lavoratori neo-assunti.

Poiché ogni anno di contribuzione dà diritto ad una quota di pensione pari al 2% (aliquota di rendimento) della retribuzione pensionabile, l’importo della pensione sarà dato da una percentuale della retribuzione pensionabile pari al risultato ottenuto dalla moltiplicazione dell’aliquota di rendimento per l’anzianità contributiva, vale a dire gli anni di contribuzione.

In pratica:

Retribuzione pensionabile X
Aliquota di rendimento X
Anni di contribuzione
___________________________ =
PENSIONE

Quindi, semplificando al massimo, se un lavoratore ha una retribuzione pensionabile mensile di 2 milioni di lire ed un’anzianità contributiva di 35 anni, la sua pensione mensile sarà uguale al 70% (35 x 2%) di 2 milioni, vale a dire 1 milione e 400 mila lire.

Per determinare correttamente l’importo della pensione è comunque necessario tener conto di altri elementi:

l’anzianità contributiva massima che si può prendere in considerazione è di 40 anni (la pensione non può quindi superare l’80% della retribuzione);
le retribuzioni da prendere in considerazione per il calcolo della retribuzione pensionabile sono rivalutate applicando appositi indici di variazione annuali elaborati dall’ISTAT;
l’aliquota di rendimento del 2% annuo si applica fino al raggiungimento del cosiddetto tetto pensionabile della retribuzione, che per il 1998 è pari a £. 64.126.000 ed è rivalutato annualmente. Per la quota di retribuzione eccedente il tetto pensionabile l’aliquota di rendimento è progressivamente decrescente.
Negli altri regimi pensionistici che riguardano i lavoratori dipendenti – vale a dire l’INPDAP (al quale sono iscritti i dipendenti pubblici), i Fondi speciali gestiti dall’INPS (elettrici, telefonici, personale dei servizi pubblici di trasporto, personale di volo) e l’INPDAI (che comprende i dirigenti delle aziende industriali) – il sistema di calcolo della pensione nel sistema retributivo è sostanzialmente simile a quello in uso nell’A.G.O. gestita dall’INPS.

E’ necessario però tener presente che:

per le anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 1994 l’aliquota di rendimento è in genere più redditizia di quella, pari al 2%, in vigore nell’A.G.O.;

per le anzianità lavorative maturate a partire dal 1° gennaio 1995 l’aliquota di rendimento è, per tutti i fondi pensionistici, uniformata al 2%;

il periodo massimo di anni di lavoro da prendere in considerazione per il calcolo della pensione varia da fondo a fondo.

Fonte: Sito Ministero del Walfare (www.minlavoro.it)

Sottocategoria: Pensioni-