Una Holding di S.S.D. a R.L. può usufruire dei benefici fiscali riconosciuti alle S.S.D. a R.L. che controlla.

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Nella holding la pura l’attività di direzione è scissa dall’attività di produzione, quindi la Holding si limita ad amministrare la propria partecipazione svolgendo un’assistenza tecnica e finanziaria.

Oggetto sociale della Holding pura sarebbe la mera attività di direzione e coordinamento; ovvero una funzione imprenditoriale corrispondente alla direzione strategica e finanziaria. Quindi, ad un’analisi superficiale, potrebbe sembrare che la Holding non abbia quei requisiti fondamentale richiesti dalla legge 289/2002 e quindi, che non possa usufruire delle agevolazione fiscali previste per le S.D.A. a R.L..

Ma dottrina e giurisprudenza affermano che la Holding esercita in modo mediato ed indiretto, la medesima impresa che le controllate esercitano in modo immediato e diretto.
Ai sensi dell’art 2361 c.c., l’oggetto sociale della Holding può essere dedotto sia come oggetto immediato (società operante) sia come oggetto mediato (società Holding).
Il carattere imprenditoriale della Holding deriva dalla specifica attività di produzione e di scambio delle società operanti sotto il suo controllo.

In definitiva, è consentito un esercizio mediato ed indiretto di un’attività economica tale da far acquisire lo status di imprenditore alla Holding che lo esercita.

La stessa giurisprudenza ribadisce il concetto sopra esposto nelle seguenti sentenze:
A) Cass. N. 1439/1990;
B) Cass. n. 3150/1976;
C) Cass. n. 3805/1997; 
Quindi, una Holding può perseguire l’oggetto sociale (nella specie attività sportiva dilettantistica) anche in modo mediato ed indiretto attraverso le società da lei controllate.

La Holding, per poter usufruire dell’applicabilità del particolare regime contabile ai sensi della legge 398/91, non deve ottenere il riconoscimento da parte delle Federazioni Sportive Nazionali.
Infatti la Corte di Cassazione con sentenza n. 17119 del 13 Novembre 2003 ha stabilito che ai fini dell’applicabilità del particolare regime contabile di cui alla legge 398/91, non sia necessario il riconoscimento da parte delle Federazioni Sportive Nazionali dell’ente sportivo dilettantistico.

È, invece, sufficiente e necessario l’effettivo e il concreto svolgimento di attività sportive, senza scopo di lucro.
La legge finanziaria del 2003, con l’art. 90, ha esteso anche alle società di capitali senza scopo di lucro, che svolgono un’attività sportiva esclusivamente dilettantistica, la possibilità di beneficiare del regime della legge 398/91.

I giudici della Corte di Cassazione hanno dichiarato che, al fine della sussistenza dei presupposti necessari per godere del regime fiscale agevolato, non sia necessaria l’iscrizione ad alcuna Federazione dovendosi ritenere sufficiente il concreto svolgimento di attività sportive svolte, senza scopo di lucro, in coerenza con gli scopi statutari.

Una parte della dottrina contesta tale sentenza in quanto l’art 1 richiede necessariamente due requisiti per poter godere delle agevolazione fiscali della legge 398: l’ente sportivo senza scopo di lucro deve essere affiliato alle Federazioni sportive nazionali o agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e, deve svolgere esclusivamente un’attività sportiva dilettantistica. 

La Corte di Cassazione sovverte questa impostazione normativa ed introduce un nuovo criterio fondato sulla prevalenza del requisito oggettivo rispetto all’elemento formale del riconoscimento sportivo.
Il riconoscimento sportivo è degradato a mero criterio teso a confermare la particolare natura dell’oggetto sociale esercitato dall’ente sportivo.

Ma in dottrina sono molti i dubbi sulla sentenza della Corte di Cassazione in esame. La dottrina sottolinea che il riconoscimento sportivo è di fatto un elemento che viene tassativamente richiesto dal dettato normativo quale requisito per il beneficio del regime fiscale e che per tale motivo assume una importante funzione costitutiva dello stesso status di sodalizio sportivo dilettantistico.

I dubbi sopra accennati, sono stati superati dal legislatore con l’art 7 della L 186/2004.
– articolo 7 disposizioni in materia di attività sportiva dilettantistica

“In relazione alla necessità di confermare che il CONI è unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche, le disposizioni di cui ai commi 1,3,5,7,8,9,10,11, e 12 dell’art 90 della legge 27 dicembre 2002, n 289, si applicano alle società ed alle associazioni sportive dilettantistiche che sono in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI, quale garante dell’unicità dell’ordinamento sportivo nazionale ai sensi dell’art 5 comma I del D.L. 242/1999

il CONI trasmette al Ministro dell’Economia e della Finanze – Agenzie delle entrate, l’elenco delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi”

In definitiva le società- associazioni sportive per fruire legittimamente delle agevolazioni fiscali, dovranno necessariamente avere il riconoscimento del CONI.
Ai sensi del D.L. 242/99 il Consiglio Nazionale del CONI ha la competenza a emanare il provvedimento di riconoscimento ai fini sportivi delle società sportive.
Lo statuto del CONI, all’art 29, prevede la possibilità di delegare tali funzioni alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate e agli Enti promozione sportiva.

Nel nostro caso la Holding potrà richiedere direttamente il riconoscimento al CONI, e non alle singole o ad una Federazione sportiva e quindi, nel caso in cui i propri statuti fossero conformi a quanto stabilito dall’art 90 della L289/2002, usufruire del regime fiscale agevolato

In definitiva una Holding può essere costituita con la struttura sociale della Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata; il suo oggetto sociale coinciderà con quello perseguito dalle società controllate in via diretta ed immediata (nel nostro caso attività sportiva dilettantistica senza scopo di lucro); e potrà usufruire del regime fiscale agevolato grazie al riconoscimento da parte del CONI.

Articolo scritto dall’ Avv. Alberto Magi 
email magi.al@tiscali.it

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