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I controllori possono chiedere i documenti personali dei viaggiatori, anche se le ferrovie sono state privatizzate, i suoi dipendenti sono pubblici ufficiali, e questa in sintesi la sentenza della Suprema Corte n. 38389/2009
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Il capotreno e i controllori possono chiedere ai viaggiatori a bordo dei treni i documenti di identità per rilevare le generalità di chi infrange le regole di viaggio.
Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 38389/2009 depositata il primo ottobre scorso rilevando
che anche dopo la trasformazione delle Ferrovie dello Stato
in spa, gli addetti alle ferrovie che come il capotreno o il controllore dei biglietti provvedono alla contestazione dei fatti e alle relative verbalizzazioni, nell'ambito
di attività di prevenzione e accertamento, sono pubblici ufficiali muniti di poteri autoritativi e
certificativi.
I giudici hanno quindi confermato l'ammenda di 60 euro nei confronti di una signora di 62 anni che si era rifiutata di fornire le sue generalità al capotreno del
convoglio sul quale viaggiava. La signora aveva il biglietto ma non lo aveva timbrato. Al capotreno Gloria C. che voleva farle pagare la sanzione per omessa
obliterazione del titolo di viaggio, aveva risposto che i documenti li avrebbe fatti vedere solo alla polizia ferroviaria. Secondo la viaggiatrice il personale delle FS
dopo la privatizzazione delle Ferrovie non aveva più la qualifica di pubblico
ufficiale. Nonostante la donna sia stata poi identificata dagli agenti della Polfer ai
quali aveva mostrato i documenti, le resta la condanna per non averli mostrati al capotreno.
Articolo tratto dal sito di Kataweb
Sottocategoria leggi- e normative-
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