Sono stati approvati i modelli, da presentare con la dichiarazione Unico 2010, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2009

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Con il provvedimento del 25 maggio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha approvato i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2009, da allegare alla dichiarazione dei redditi Unico 2010. I modelli devono essere inviati telematicamente, unitamente alla dichiarazione dei redditi.

Tali modelli devono essere compilati dai contribuenti, ai quali si applicano gli studi di settore, che nel periodo d’imposta 2009 hanno esercitato in via prevalente attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio; i modelli sono resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate. La stessa Agenzia aveva inviato, nei giorni scorsi, delle comunicazioni ad oltre 109 mila contribuenti la cui posizione fiscale presentava delle anomalie rispetto agli studi di settore.

Le lettere indirizzate direttamente ai contribuenti si focalizzavano su quattro tipologie di macroerrori: incoerenze relative alla gestione del magazzino, incoerenze tra rimanenze finali ed esistenze iniziali, incoerenze relative ai beni strumentali e, infine, all’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi. A causa di una disfunzione informatica, riferibile alla postalizzazione, si sono verificati alcuni casi in cui la segnalazione individuata dal modello T10 non rappresenta fedelmente la situazione del contribuente.

Pertanto, i destinatari di questa particolare comunicazione di anomalia, nel caso in cui non rilevassero una piena corrispondenza tra il profilo rappresentato nella lettera inviata dall’Agenzia delle Entrate e l’attività effettivamente svolta, sono invitati a non tener conto di quanto riportato nella comunicazione. Nel giro di pochi giorni, infatti, i contribuenti interessati riceveranno, via posta raccomandata, la comunicazione corretta in modo tale da poter rimediare a eventuali incoerenze.
 

Articolo tratto dal sito dell’Agenzia delle Entrate


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