4. Le proposte delle organizzazioni internazionali (Dossier suddiviso in sette parti)


1. introduzione: Fiscalità e Commercio Elettronico
2. la crisi dei principi generali nel diritto fiscale internazionale
3. tassazione del reddito trasnazionale e le operazioni di commercio elettronico
4. le proposte delle organizzazioni internazionali
5. l’ amministrazione finanziaria: problemi e opportunità derivanti dalle nuove tecnologie
6. reati telematici e fiscalità
7. cenni alla problematica giurisdizionale

4. le proposte delle organizzazioni internazionali

Nell’ approntare una idonea disciplina fiscale del commercio elettronico si è cercato fin dal principio un approccio internazionale: gli organismi che si sono distinti per qualità e competenza nel lavoro svolto sono l’ Unione Europea (in particolare la Commissione) e l’OCSE. La Commissione europea attraverso l’elaborazione di alcuni importanti documenti (per es. COM (98) 586, COM (97) 157, COM (98) 50) è pervenuta alla definizioni di principi e obiettivi in materia di tassazione di e-commerce.

Innanzitutto il quadro fiscale dovrà essere governato dai principi di neutralità (il sistema fiscale deve assicurare imposizione omogenea), efficacia (le Amministrazioni finanziarie devono sfruttare favorevolmente i progressi delle tecnologie) , certezza (le norme fiscali devono essere stabili e prevedibili), uguaglianza (evitare le interferenze tra sovranità fiscali), flessibilità (il sistema fiscale deve essere flessibile per potersi evolvere insieme ai cambiamenti tecnologici). Tra gli obiettivi dichiarati dalla Commissione segnaliamo il raggiungimento di un maggior coordinamento degli ordinamenti tributari nazionali per non ostacolare lo sviluppo del mercato online e la riduzione al minimo dell’intervento normativo di armonizzazione al fine di lasciar gli Stati membri la libertà di fissare in modo coordinato le regole del mercato online, favorendo quindi il principio del mutuo riconoscimento.

Le attività dell’ OCSE hanno condotto a due incontri internazionali, le Conferenze di Turku (novembre 97) e Ottawa (ottobre 98), nelle quali si sono poste le basi per futuri accordi su base mondiale in materia fiscale di e-commerce. Sono state analizzate per la prima volta le ripercussioni di internet nelle amministrazioni fiscali (e il loro processo di informatizzazione) e le nuove forme di evasioni fiscale che il commercio elettronico favorisce (di questo tratteremo nel capitolo successivo).

In generale le considerazioni e i principi emersi presso l’ OCSE confermano gli orientamenti già espressi dalla Commissione europea. Per esempio si afferma la necessità di un adattamento degli strumenti tributari esistenti e si abbandona la via di tassazioni alternative come la proposta della bit tax perchè ritenute non necessarie (così si è espresso l’ OCSE nel rapporto “Electronic Commerce: Taxation Framework Conditions”, ottobre 98).

La Conferenza di Ottawa ha portato alla stipulazione di una intesa tra i Paesi partecipanti che mira a indicare una serie di misure che possono favorire la crescita del commercio elettronico: politiche di cooperazione tra stati e tra imprese straniere, garanzie di ambiente competitivo, diffusione della cultura tecnologica, promozione di codici di autoregolamentazione e di condotta nella gestione dei rapporti di commercio elettronico.

Scritto dalla Dott.ssa Waifra Maccario

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